SCUOLA E CARO AFFITTI, SCARPA (PD): «DOCENTI E PERSONALE ATA PRECARI COSTRETTI A PAGARE CIFRE INSOSTENIBILI. IL GOVERNO INTERVENGA, PRESENTERÒ UN’INTERROGAZIONE»

«La denuncia sollevata da Isabella Gianelloni del Partito Democratico di Conegliano mette in luce una situazione che non possiamo considerare normale: mentre le scuole si preparano a riaprire, tanti docenti e lavoratori del personale ATA, spesso precari e chiamati nel nostro territorio per incarichi temporanei o annuali, si trovano immediatamente davanti al problema di riuscire a trovare una casa a condizioni sostenibili».

Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Rachele Scarpa, raccogliendo la segnalazione arrivata dal territorio coneglianese.

«Chi viene chiamato a lavorare nelle nostre scuole non può essere costretto a destinare una parte sproporzionata del proprio stipendio a una stanza o a un piccolo appartamento. E non possiamo accettare che una condizione di necessità – trovare rapidamente un alloggio per poter prendere servizio – diventi un’occasione per imporre prezzi fuori misura. Come ha giustamente sottolineato Gianelloni, la politica deve anche avere il coraggio di far emergere quel “sottobosco di profittatori” che specula su un bisogno primario come la casa».

«Il problema, però, va oltre i singoli casi. La difficoltà di trovare un alloggio accessibile rischia di trasformarsi in un ulteriore ostacolo per docenti, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici che accettano incarichi lontano dalla propria residenza e, di conseguenza, in un problema anche per il funzionamento delle nostre scuole. Il diritto all’istruzione e il diritto alla casa finiscono qui per incrociarsi direttamente».

Scarpa annuncia quindi la presentazione di un’interrogazione parlamentare al Governo, per chiedere quali iniziative intenda assumere per affrontare il problema abitativo dei docenti e del personale ATA, in particolare di chi è precario o chiamato a prestare servizio lontano dal proprio luogo di residenza, e se intenda promuovere, anche insieme agli enti locali, strumenti specifici per favorire l’accesso ad alloggi a canone sostenibile.

«Chiederò inoltre al Governo di verificare la dimensione del fenomeno e di valutare strumenti che permettano ai territori caratterizzati da una forte pressione abitativa di mettere a disposizione alloggi temporanei o forme di locazione calmierata per il personale scolastico. Non possiamo continuare a chiedere mobilità e disponibilità a chi lavora nella scuola senza preoccuparci delle condizioni materiali nelle quali deve vivere. La scuola pubblica si difende anche garantendo dignità a tutte le persone che ogni giorno la fanno funzionare».