di Loredana Tuccillo

Un recente studio scientifico condotto dal Cnr-Iret (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri) in collaborazione con il College of Environmental Science and Forestry della State University of New York, ha mostrato dettagli salienti su come gli alberi in città aiutino in modo significativo a ridurre l’impatto delle ondate di calore. Il gruppo di ricerca ha analizzato i dati climatici e ambientali di dieci città italiane come Bari, Bologna, Bolzano, Cagliari, Firenze, Genova, Palermo, Roma, Torino e Verona, secondo un modello climatico avanzato chiamato i-Tree Cool Air. Il modello dopo aver combinato i dati su temperatura, umidità, copertura del suolo e vegetazione, ha evidenziato che gli alberi raffreddano l’ambiente attraverso il processo di ombreggiamento ed evapotraspirazione. Gli autori del progetto Francesca Chiocchini e Marco Ciolfi hanno dichiarato: “I benefici sarebbero particolarmente importanti nei quartieri più cementificati e densamente abitati, dove l’effetto dell’isola di calore urbana si manifesta più intenso. Rispetto all’urgenza di preparare le città al caldo estremo, questo lavoro di ricerca propone una soluzione concreta. Le foreste urbane possono diventare una soluzione per la resilienza climatica, a beneficio della salute pubblica e della qualità della vita, assieme a maggiori superfici permeabili e sistemi di gestione dell’acqua piovana”. Anche se Napoli non faceva parte delle dieci città campione selezionate nello studio specifico del Cnr-Iret, la situazione della città Partenopea viene monitorata ugualmente da una stazione di rilevamento nel Bosco di Capodimonte. Napoli ha una delle densità abitative più alte d’Europa e piantare alberi in mancanza di suolo libero è impossibile. Se si riuscisse a sfruttare ogni spazio disponibile per raggiungere la copertura arborea del 30% auspicata dal Cnr in piazze o nei corsi come Corso Vittorio Emanuele o Via Foria e in periferia, Napoli vedrebbe sicuramente dei benefici. I risultati dello studio hanno dimostrato che una presenza di una fitta chioma alberata, crea un vero e proprio “scudo termico” in grado di generare microclimi locali con 5-8°C in meno rispetto alle zone interamente cementificate e prive di vegetazione. Il team di ricerca dopo aver simulato gli effetti della storica ondata di calore dell’estate 2003, ha dimostrato che una copertura arborea del 30% avrebbe ridotto del 36% l’eccesso di mortalità da calore nella popolazione sopra i 65 anni. Il lavoro ha evidenziato anche altri benefici: minor inquinamento atmosferico, un deflusso di acque piovane grazie a superfici più permeabili, e un maggiore assorbimento di CO₂. Il beneficio maggiore si riscontrerebbe proprio nei quartieri a più alta densità abitativa, in quanto l’asfalto e il cemento accumulano calore di giorno e lo rilasciano di notte; gli alberi grazie all’ombra e all’evapotraspirazione, interromperebbero questo circuito. La forestazione urbana dovrà essere pianificata insieme a sistemi di gestione idrica per poter mantenere gli alberi in salute e senza far impennare i tassi di umidità. I dati parlano chiaro, investire oggi negli alberi significa raccogliere domani un risparmio economico enorme e, soprattutto, garantire un’aria più respirabile e fresca.
