GUARDIA DI FINANZA – OPERAZIONE “ FERRAMIÙ ” TRAFFICO ILL E CITO DI RIFIUTI METALLICI E AUTO RICICLAGGIO 1 5 ARRESTI E SEQUESTRI PER OLTRE 130 MILIONI DI EURO Nella mattinata odierna, militari della Guardia di Finanza di Torino , in stretta collaborazione con il Comando Provinciale Napoli,

Campania Felix

16/03/2021

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Stanno dando esecuzione, nell’ambito dell’operazione “FERRAMIÙ” ,ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le
indagini  preliminari del locale Tribunale nei confronti di 15 persone (10 in carcere e 5 ai domiciliari) ,appartenenti ad una
associazione per delinquere di matrice internazionale finalizzata al  traffico illecito di rifiuti metallici, all’  autoriciclaggio
di proventi illeciti e all’emissione ed utilizzo di documenti attestanti operazioni inesistenti
.
In corso di svolgimento, altresì, perquisizioni nei confronti di deci ne di soggetti e società, nonché il sequestro preventivo disposto su beni
per oltre 130 milioni di euro , tra cui disponibilità finanziarie, immobili, veicoli e quote societarie riconducibili agli indagati.
Le indagini , dirette dalla Procura della Repubblica di Torino -Direzione Distrettuale Antimafia P.M. dott.  Valerio Longi –
e condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico -finanziaria Torino, hanno consentito di individuare un sodalizio criminoso, a
carattere transnazionale, che reperiva sul territorio nazionale di  rifiuti metallici acquistati “in nero , predisponendo poi la “copertura” documentale e contabile volta a far li apparire come  rottami lecitamente acquistati da imprese aventi sede all’estero che ne attestavano
falsamente la regolarità secondo i requisiti richiesti dalla normativa dell’Unione Europea  e successivamente  tali  rifiuti venivano consegnati a fonderie o altre società commerciali del settore per essere reimmessi nel circuito produttivo. In armonia con la legislazione unionale
,
 affinché i rottami metallici non siano  qualificabili come “rifiuto ”, il produttore deve redigere e trasmettere ad ogni cessione una
dichiarazione di conformità “, al fine di consentire, in ogni momento, l’individuazione dell’origine del rottame e, dunque, la
tracciabilità dello stesso.
Laddove ci si trovi , come nel caso di specie, di fronte ad una cessione “in nero”, la provenienza dei rottami resta ignota, gli stessi non sono tracciabili e ,dunque devono -sempre e comunque – essere considerati “rifiuti” a causa del mancato rispetto delle richiamate disposizioni e, quindi, non sono commercializzabili come rottami metallici-Per ovviare a ciò, gli indagati provvedevano a predisporre fittizie “dichiarazioni di conformità” aggirando ,così , le disposizioni di legge e celando la reale origine del materiale. In oltre, per poter giustificare contabilmente i pagamenti destinati, di fatto, all’acquisto dei rifiuti “in nero”, si adoperavano perottenere false fatturazioni emesse da compiacenti società all’estero. Le investigazioni ,avviate nel 2018,hanno preso spunto dall’approfondimento di una segnalazione di operazione sospetta
riguardante anomale movimentazioni finanziarie intercorse tra un’impresa avente sede nella Repubblica Slovacca ed un ‘azienda
operante nel torinese , con sede secondaria in Campania per attività di commercio di materiale ferroso
.
Secondo le prospettazioni accusatorie, accolte dal G.I.P., l’organizzazione criminale si è rivelata particolarmente complessa e articolata
in quanto caratterizzata da una molteplicità di uffici, persone coinvolte , ruoli, mezzi utilizzati  ,imprese di trasporto, società Italiane e
straniere e sarebbe stata così appositamente modulata per consentire, attraverso la formazione, la redazione e l’utilizzo di documentazione
totalmente falsa , l’illecito traffico di ingentissimi quantitativi di prodotto
.
Complessivamente, alla luce di quanto ricostruito nel corso delle indagini , dal 2018 sarebbero state movimentate circa 18.000 tonnellate di rifiuti metallici . I finanzieri hanno tracciato l’attività commerciale e finanziaria formalmente posta in essere dalle entità estere -avvalendosi
,
grazie all’attivazione del Comando Generale -II Rep-arto ,della cooperazione internazionale fornita da 7 Paesi (Repubblica slovacca, Ungheria, Turchia, Egitto, Pakistan, Cina e Malaysia  riscontrando ne la fittizietà, in quanto tali  società sono risultate prive di una
sede operativa e di beni immobili. Sul piano giudiziario  e’ stata attivata l’Agenzia dell’Unione europea Eurojust per il coordinameno delle indagini oltre confine e l’esecuzione dell ‘attività di custodia cautelare e perquisizione in Repubblica slovacca e Ungheria.
Le odierne operazioni vedono complessivamente coinvolti circa un centinaio di militari appartenenti ad oltre 30 Reparti del
Corpo nei territori delle regioni Piemonte (province di Torino Alessandria e Verbania , Lombardia (province di Bergamo,
Brescia , Como, Lecco , Milano, Monza -Brianza e Pavia ), Emilia -Romagna (Ferrara e Forlì -Cesena), Toscana (provincia di Prato)
, Lazio (provincia di Roma), Molise (provincia di Isernia) e Campania (province di Napoli, Caserta e Salerno).
L’operazione “ FERRAMIU’ ” conferma, tangibilmente, l’azione che la Guardia di Finanza svolge quotidianamente attraverso il
monitoraggio dei flussi finanziari , che costituisce il metodo più efficace per individuare i capitali di origine illecita, prevenendo e contrastando le organizzazioni criminali che commettono gravissimi reati anche nel settore ambientale e realizzano forme di
auto riciclaggio che “inquinano” il tessuto economico -produttivo, alterano la concorrenza del mercato e, non da ultimo,
danneggiano gli imprenditori onesti e rispettosi delle regole  .
Guardia di Finanza
Comando Provinciale Napoli

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