Il prototipo d’acqua elettrico, una nuova svolta tecnologica.

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L’onda della mobilità sostenibile travolge anche il settore nautico, dimostrando che prestazioni sportive e tutela dell’ecosistema marino possono coesistere. Il percorso verso una nautica a zero emissioni passa attraverso una strategia integrata a due fasi: l’ingegnerizzazione di mezzi ad alte prestazioni e la parallela creazione di un’infrastruttura di ricarica diffusa nei marina. Ma progettare una moto d’acqua elettrica non è semplice, perché muoversi nell’acqua richiede più forza e genera molto più calore. Oltre alle batterie che devono essere ad alta tensione da 30–50 kWh per garantire 1,5–2,5 ore di autonomia, i componenti elettrici devono essere completamente sigillati a circuito chiuso per evitare cortocircuiti e corrosione.

Il pioniere assoluto nello sviluppo e nell’installazione delle prime colonnine di ricarica rapida dedicate al mondo nautico è stata Aqua superPower, installando la primissima colonnina di ricarica rapida per imbarcazioni in ambito marino nel 2019 presso lo Yacht Club de Monaco. Il Principato di Monaco ha fatto da apripista e laboratorio per testare i primi modelli ad alta potenza. I primi punti di ricarica veloci in Italia sono comparsi sulle coste del Nord e della Liguria tra il 2020 e il 2021, Cala del Forte a Ventimiglia, collegata proprio all’asse con Monaco e l’Isola della Certosa a Venezia, seguite poi da Portofino, Genova e Portopiccolo. La rete di Aqua superPower si è espansa nei principali marina europei ed è stata recentemente acquisita dal gruppo NatPower Marine, che sta proseguendo l’infrastrutturazione dei porti su scala globale.

Per diffondere le imbarcazioni elettriche servono sia Colonnine Standard, dedicate direttamente nei porti turistici, ideali per la ricarica lenta durante la sosta notturna in banchina, e sia Colonnine Veloci, indispensabili per fare un “pieno” rapido tra un’uscita in mare e l’altra. L’installazione e l’esercizio delle colonnine elettriche nei porti devono rispettare precisi standard di sicurezza, ambientali e legislativi, e la Direttiva UE promuove l’obbligo di punti di ricarica nei porti della rete europea e la legge italiana impone la Dichiarazione di Conformità (Di.Co.) rilasciata da tecnici abilitati.

Analisi dei Pro e dei Contro

Installare delle colonnine di ricarica elettrica comporta molti vantaggi, dall’abbattimento dei costi operativi con una riduzione dei consumi fino all’80%; un pieno elettrico costa circa 6–10 € contro i 40–65 € di benzina per un’ora di navigazione sostenuta, all’azzeramento totale delle emissioni dirette di CO2 e assenza di sversamenti di idrocarburi e olio in mare. Si aggiunge una riduzione dei costi di manutenzione del 60-70%, grazie all’assenza di cinghie, filtri olio, candele e scarichi marini e una riduzione del rumore di oltre 25 dB rispetto ai motori termici, consentendo l’accesso alle Aree Marine Protette (AMP). Ma purtroppo ad ogni vantaggio corrisponde uno svantaggio, installare una colonnina elettrica comporta adeguamenti delle cabine elettriche con costi infrastrutturali tra 15.000 € e 40.000 € per punto di ricarica e i costi dei singoli mezzi oscillano tra 25.000 € e 45.000 €, circa il 40–70% in più rispetto ai modelli tradizionali a benzina.

L’elettrificazione della nautica da diporto non si limita alla semplice sostituzione dei motori termici con propulsori a batteria, ma rappresenta una vera e propria trasformazione infrastrutturale e digitale per l’intero settore portuale,creando un ecosistema marino a zero emissioni sostenibile ed efficiente. Installare colonnine di ricarica ad alta potenza trasformerebbe i porti turistici in veri hub energetici digitalizzati e l’integrazione di sistemi di accumulo locali e di impianti fotovoltaici sulle coperture dei moli consentirebbe non solo di evitare sovraccarichi della rete elettrica cittadina durante i picchi estivi, stoccando energia nelle ore diurne e cedendola alle imbarcazioni, ma fungerebbe da volano sull’ecosistema navale sbloccando la conversione elettrica per diverse tipologie di flotte.

In conclusione, la transizione verso una nautica elettrica non è più un’ipotesi del futuro, ma una realtà industriale già in atto. Il passaggio dai primi prototipi di moto d’acqua a una rete infrastrutturale diffusa nei porti segna l’inizio di una nuova era per il diporto sostenibile, generando un indotto ad alto valore aggiunto per la ristorazione, il commercio e i servizi del territorio. Investire oggi nelle colonnine di ricarica banchina e nell’adeguamento dei marina significa non solo abbattere l’impatto ambientale e acustico lungo le coste, ma anche posizionare le strutture portuali all’avanguardia di un mercato turistico sempre più attento alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica.