Per il riequilibrio urbano regionale è necessario che Salerno, Avellino e Benevento proseguano insieme e riequilibrino la sovraesposizione di Napoli”. Marco Cossa , consigliere nazionale Federcomated. “I cittadini hanno diritto a vivere in una casa sicura. Silo attraverso la collaborazione trasversale si può raggiungere questo risultato. Sono ottimista perché ho constatato che esistono le forze necessarie in questo Paese per portare avanti la nostra istanza”. Dimitri Dello Buono, commissario straordinario per l’emergenza a Ischia. Abbiamo generato il gemello digitale dell’isola e messo insieme i dati a disposizione. L’Europa spende 16 miliardi per il progetto Copernicus e noi tecnici li abbiamo utilizzati all’interno di una piattaforma. Nessuno aveva mai fatto una cosa del genere, ma oggi la tecnologia ce lo consente. La condivisione dei dati è fondamentale per mettere in campo processi di prevenzione. La Pubblica Amministrazione non ha le competenze per utilizzare la tecnologia, né per richiederla. Andrea De Maio , presidente Fondazione Inarcassa. “Guidare la politica è il senso di questo evento. La detrazione e la verifica della vulnerabilità sismica sono le nostre proposte. Capire dove devono essere allocate le risorse, utilizzare gli strumenti digitali partendo dalle zone sismiche 1 e 2: rendiamole obbligatorie”. David Lebro , Presidente Acer Campania. Abbiamo bandito 1,6 miliardo di lavori pubblici e mettendo al centro il risanamento sismico affidato e qualcuno ha levato il 110. Al centro dell’agenda politica non c’è l’abitare. Abbiamo 70mila alloggi pubblici in Campania. Acer è un ente virtuoso, che sta portando avanti tutti i suoi programmi. Non facciamo più abbattimento e ricostruzione, andiamo avanti con programmi regionali. Avellino ha un esempio su ogni programma, ma su territorio regionale scopriamo con la declinazione del Pnrr che ci sono edifici risalenti al Piano Marshall. Il 110 doveva essere lasciato per il patrimonio pubblico. Convincere il Governo che il riabitare anche per i contesti sociale chiudere i porticati perché creano zone molli. Angelo Domenico Perrini , Presidente Nazionale Ingegneri. Un piano di prevenzione che non deve essere limitato nel tempo. Il sisma bonus ha sollevato la criticità che fosse un provvedimento limitato nel tempo. Ma bisogna immaginare un piano trentennale con un piano di recupero complesso, con interventi rapidi e necessari, da estendere poi a tutto il Paese. Tutti gli ordini professionali hanno una grande responsabilità. Efficientare una abitazione con isolamento termico è necessario, ma è più importante rendere l’immobile sicuro. Antonio Maria Acquaviva del consiglio nazionale dei Geometri. Il quadro conoscitivo è abbondante sul sovrasuolo, ma qui parliamo anche di rete infrastrutturale che devono entrare in una rete di protezione. Ridurre i tempi per programmare gli interventi significa avere contezza del collasso della rete infrastrutturale. Non abbiamo la possibilità di attingere ai dati a disposizione per la protezione civile e per dare sicurezza nell’esecuzione dei lavori. Claudia Campobasso , protezione civile della Regione Campania. Ognuno di noi deve fare protezione civile: i cittadini devono esse consapevoli dei rischi a cui siamo esposti, e loro devono essere informativi adeguatamente. I bambini sono i primi interlocutori per costruire una cultura del rischio. A metà ottobre faremo un’esercitazione di protezione civile a Sant’Angelo dei Lombardi per spiegare cos’è un piano di protezione civile. Egidio Grasso , presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania. La necessità di aumentare la consapevolezza del rischio sismico nel cittadino, con la conoscenza del proprio fabbricato, che potrebbe privilegiare interventi strutturali anzicchè interventi estetici. “Per noi geologi l’informazione è determinante, partiamo dalle scuole”. Sugli incentivi vanno stabilite delle priorità: la verifica del rischio idrogeologico, la verifica della vulnerabilità sismica e infine la verifica della prestazione energetica. Oggi rischiamo di finanziare un ecobonus su un edificio ad elevata vulnerabilità sismica in un’area a rischio idrogeologico. Michele Di Giacomo , presidente Ance Avellino. “Tutti conosciamo le difficoltà dei tecnici e delle imprese, oltre che della protezione civile. Sono stati invitati i politici ma non sono presenti. Le nostre istanze devono essere presentate alla politica per tradurre in strumenti operativi e normativi”. Michele Giardiello , promotore della proposta di legge per l’assicurazione obbligatoria degli edifici privati contro i danni derivanti da calamità naturali. Da ex parlamentare afferma: “Non andate col cappello in mano davanti alla politica. Una norma così importante per la salvaguardia del patrimonio abitativo non può avere una scadenza, così come applicato al sisma bonus. La programmazione è l’anticamera della civiltà politica. Se la battaglia è condivisa, la politica deve necessariamente accogliere le istanze”. Elio Masciovecchio vice presidente Nazionale Cni accoglie la proposta lanciata dai tavoli di confronto e ribadisce la necessità di fare massa critica intorno alla necessità di avere una interlocuzione con la politica. La battaglia è condivisa con tutti gli ordini professionali e il mondo associativo.
