L’American Laundry Ospedaliera, il lavoro trasferito in Abruzzo.

Campania Felix

25/04/2019

4.478 visualizzazioni

MELITO DI NAPOLI- (Anna  Smimmo)-L’American Laundry Ospedaliera (ALO) è una lavanderia industriale di Napoli che opera da oltre 80 anni nel settore del lavaggio e noleggio della biancheria per enti ospedalieri. L’azienda ha tre stabilimenti a Melito di Napoli, Termini Imerese e Catanzaro ed ha alle sue dipendenze circa 400 dipendenti.

Nel marzo del 2017 l’ALO si aggiudica, in via definitiva, i lotti 2 e 3 di Napoli della gara regionale di lavanolo indetta e gestita dalla SORESA centrale unica appaltante della Regione Campania. Tali lotti aggiudicati rappresentano tuttoggi l’80% del fatturato di ALO.

Il mese successivo la ditta Hospital Service, lavanderia industriale abruzzese, ricorre contro l’aggiudicazione.

Il mese di settembre 2017, l’American Laundry Ospedaliera firma con Soresa la convenzione/contratto dei due lotti aggiudicati e, pertanto, si prepara all’attivazione degli ordini di fornitura presso i singoli enti ospedalieri facenti parte dei lotti.

Il mese di gennaio 2018 il TAR Campania accoglie il ricorso di Hospital Service e propone l’annullamento dell’aggiudicazione dei due lotti.

Tale annullamento viene sospeso dal Consiglio di Stato in attesa di decidere in merito al ricorso dell’ALO:

La società Soresa, il 26 gennaio 2018 decide di “soprassedere a qualsiasi decisione in ordine alla procedura in corso fino all’esito della pronuncia del Giudice di II grado.” Fissata per il 4 luglio 2019.

Fino ad oggi, pertanto, resta valida la convenzione/contratto firmata da ALO e SORESA il mese di settembre 2017.

Il 16/11/2018 la Prefettura di Napoli comunica ad ALO l’adozione del provvedimento di Interdittiva Antimafia.

Tale provvedimento viene reso noto a tutti i clienti di ALO il giorno 19/11/2018. Anche Soresa, in quanto cliente di ALO, riceve la comunicazione dalla Prefettura.

Tutti i clienti di ALO, così come richiesto dalla Prefettura ed in base alle norme espresse dall’interdittiva, non attivano alcuna azione nei confronti di ALO.

Infatti la Prefettura scrive a ciascuno di loro (incluso SORESA) di “non assumere iniziative dirette all’interruzione del rapporto con l’impresa contraente” (ALO).

Repentinamente, il giorno 29/11/2018, Soresa, incurante di quanto disposto dalla Prefettura e ignorando l’evidenza di avere un contratto sottoscritto con ALO, dispone “di estromettere l’ALO dalla graduatoria dei lotti 2 e 3 e di procedere alla conseguente aggiudicazione in favore della società Hospital Service”.

Questo atto viene predisposto da Soresa in pochissimi giorni e senza interpellare la Prefettura.

Nel frattempo ALO presenta ricorso contro Soresa e nei confronti di Hospital Service per l’annullamento, previa sospensione, dell’efficacia dell’aggiudicazione ad Hospital Service.

Il mese di marzo 2019, vengono nominati i commissari prefettizi che assumono la gestione straordinaria della ALO.

Il giorno 17 aprile 2019 il TAR di Napoli, ignorando completamente la presenza dei commissari prefettizi e la sussistenza di un giudizio pendente al Consiglio di Stato il 4 luglio 2019, rigetta il ricorso di ALO e conferma l’estromissione di ALO dalla graduatoria della gara Soresa.

Dopo neanche 7 giorni dal giudizio del TAR, subito dopo le feste Pasquali, la Soresa provvede a firmare la convenzione con Hospital Service, anche stavolta senza interpellare la prefettura e senza attendere il giudizio DEFINITIVO del Consiglio di Stato del 4 luglio.

Sia il TAR che la Soresa hanno sempre agito con la massima celerità nei confronti di ALO e sempre ignorando la sussistenza di una convenzione /contratto in essere tra la Soresa e la ALO.

Questa grave situazione HA DEFINITIVAMENTE ESTROMESSO l’ALO dall’esecuzione degli appalti dei due lotti Soresa.

Questo significa il fallimento certo dell’ALO e la chiusura di tutti gli stabilimenti presenti sul territorio nazionale con conseguente licenziamento di 400 famiglie napoletane.

Il lavoro sarà trasferito in Abruzzo così come fortemente voluto ed ottenuto dalla Centrale acquisti e dal TAR della nostra regione.

 

Comments

comments

Condivi il post su: