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Napoli Capitale Mondiale della Pizza: Inaugurato il XXIII Campionato del Pizzaiuolo alla Mostra d’Oltremare.

Un’atmosfera di festa travolgente, profumo di legna e farina, e un forte senso di comunità globale. Ha preso ufficialmente il via questa mattina, negli spazi della Mostra d’Oltremare, il XXIII Campionato Mondiale del Pizzaiuolo, l’attesissimo evento organizzato dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani (APN).

Il taglio del nastro ha regalato un momento di profonda commozione: insieme ad Antimo e Carmine Caputo (rispettivamente Amministratore Delegato e Presidente di Mulino Caputo), a inaugurare la kermesse è stato il piccolo Sergio Jr., nipote dell’indimenticato ed ex presidente dell’APN, Sergio Miccù. Accanto a loro, il neo presidente dell’associazione Gianluca Pirro, i giudici di gara – tutti maestri pizzaioli, panificatori e pasticcieri di fama internazionale – e i presentatori ufficiali della tre giorni: lo storico volto Enzo Calabrese, la giornalista Claudia Mercurio e l’attore Lino D’Angiò, pronto a portare una ventata di ironia tra i forni.

I Numeri di un Successo Globale:

Il Campionato si conferma l’Olimpo indiscusso dell’arte bianca, un traguardo raggiunto grazie a un lungo percorso di scouting internazionale.

«I maestri pizzaioli hanno girato il mondo con la Caputo Cup itinerante, toccando Cina, America, Sud America e Corea per scovare i migliori talenti capaci di incarnare l’arte del pizzaiuolo napoletano», ha dichiarato con orgoglio Gianluca Pirro.

I numeri di questa edizione sono straordinari:

 Oltre 600 Concorrenti da Tutto il Mondo

Circa 100 Paesi rappresentati, con ben 35 nazioni fisicamente presenti nei padiglioni, tra cui spiccano delegazioni storiche e nuove promesse provenienti da USA, Corea, Giappone, Taiwan, Serbia, Argentina, Nuova Zelanda, fino a toccare Finlandia, Armenia e Bosnia ed Erzegovina.

13 categorie in gara, dove i concorrenti si sfideranno fino a mercoledì 10 giugno per difendere e valorizzare, tra le altre cose, la pizza STG (Specialità Tradizionale Garantita) napoletana.

Se la competizione tecnica per conquistare la prestigiosa Caputo Cup resta altissima, il vero cuore della manifestazione risiede nello scambio culturale. Napoli si trasforma così in un laboratorio a cielo aperto di inclusione gastronomica.

«È una gara, ma soprattutto un’occasione per condividere esperienze, favorire contaminazioni e creare nuove sinergie», ha spiegato Antimo Caputo, CEO del Mulino di Napoli. «Questo ha permesso che il nostro Campionato, insieme al supporto dell’APN, sia davvero unico come contaminazione di tecnica e ingredienti. Una sfida che arricchisce tutti, perché ciascuno porta la propria arte all’interno del Campionato. Napoli è un luogo aperto di confronto, è la capitale della pizza».

Quest’anno, inoltre, i riflettori sono puntati sulle collaborazioni “a quattro e a otto mani” tra pizzaioli di origini geografiche diverse, un format nato per celebrare la cooperazione e l’unione dei popoli attraverso il cibo.

Il Campionato Mondiale si conferma anche un prezioso osservatorio sulle nuove abitudini dei consumatori. La vera novità emersa in questa edizione è la popolarità della “slice” in stile americano, il classico trancio di pizza.

Un tempo visto con diffidenza dai puristi, il trancio sta vivendo un boom non solo in Asia, ma anche nella stessa Italia. Questa evoluzione sta cambiando radicalmente le abitudini di consumo, slegando la pizza dal classico formato al piatto e rendendola un alimento ancora più versatile, conviviale e adatto allo street food o al consumo veloce, senza però mai rinunciare alla qualità delle materie prime.

Pino Attanasio press

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