Napoli dice addio alla plastica monouso, approvata la mozione di Bianca D’Angelo per le Case dell’Acqua.

D’Angelo:” Norma di civiltà che migliora decoro e aiuta l’ambiente”

Napoli si appresta a colmare una storica lacuna in materia di sostenibilità urbana. Il Consiglio Comunale ha infatti approvato la mozione presentata dalla consigliera Bianca Maria D’Angelo, che dà il via libera all’installazione di Case dell’Acqua Smart e Plastic-Free nei punti nevralgici della città. Un provvedimento strategico che punta a coniugare transizione ecologica, tutela del decoro urbano e riduzione drastica dei rifiuti di plastica monouso. Una strategia mirata a promuovere la transizione ecologica nello spazio pubblico, governare l’impatto dei rifiuti stradali e abbattere il consumo di plastica monouso che satura i cestini e compromette il decoro urbano nel sito UNESCO e sul Lungomare, oltre a rappresentare un danno per l’ambiente. Grazie all’approvazione dell’atto si procederà a stabilire i luoghi dove avverrà l’installazione dei primi impianti, d’intesa con l’azienda speciale ABC Napoli, in aree ad altissimo affollamento quali via Toledo, Piazza Garibaldi, via Chiaia, i Decumani e il Lungomare Caracciolo . L’obiettivo principale dell’iniziativa è duplice: da un lato, promuovere un modello di economia circolare e di consumo consapevole accessibile a tutti; dall’altro, mitigare l’impatto dei rifiuti stradali che quotidianamente saturano i cestini pubblici, compromettendo il decoro di aree ad altissimo pregio come il sito UNESCO e il Lungomare. Secondo i dati relativi alla gestione dei rifiuti e del riciclo, in Campania si registrano raccolte di plastica elevate, segno di un consumo e di un imballaggio massicci legati anche ai flussi turistici. Soltanto nel corso di un anno, le attività di pulizia ambientale sul territorio campano promosse da associazioni come Plastic Free, hanno rimosso quasi 26 tonnellate di plastica e rifiuti dispersi in spiagge, parchi e aree pubbliche. Anche se l’efficacia delle case dell’acqua varia a seconda dei contesti metropolitani, i dati medi nazionali ed europei legati a impianti analoghi attivi in grandi città come Milano o Torino, mostrano grandezze d’impatto notevoli, una singola fontana di acqua microfiltrata e refrigerata eroga in media dai 1.000 ai 1.500 litri di acqua al giorno, il che equivale a impedire l’emissione e l’uso di circa 30.000 bottiglie di plastica monouso al mese per singolo impianto. Efficienti quindi non solo per ridurre l’uso della plastica, ma anche per abbattere le emissioni di CO2, in quanto l’imbottigliamento e il trasporto su gomma delle classiche casse d’acqua minerale riduce significativamente l’impronta di carbonio della cittadinanza e del turismo.

“L’immensa quantità di bottiglie di plastica abbandonate ogni giorno richiede risposte concrete – afferma la consigliera D’Angelo – Se grandi aree metropolitane come Milano e Torino, e centri della stessa Campania come Pomigliano, Anacapri o Melizzano, gestiscono con enorme successo questi servizi pubblici, Napoli ha il dovere di mettersi al passo con i tempi, era ormai l’unica grande città italiana ad esserne sprovvista. Inserire questa misura nel DUP significa tradurre la sostenibilità in scelte amministrative certe a costo zero per le tasche dei cittadini, migliorando subito il decoro e i servizi della capitale del Mezzogiorno”. Conclude la consigliera Bianca Maria D’Angelo. Uno degli aspetti chiave evidenziati nel provvedimento riguarda la sostenibilità finanziaria dell’operazione. L’inserimento della misura nel DUP (Documento Unico di Programmazione) traduce gli obiettivi ambientali in scelte amministrative concrete, strutturate per non gravare sulle tasche dei cittadini. Con questo passo, Napoli compie una svolta culturale e pratica verso la modernità, allineandosi ai migliori standard ecologici delle grandi capitali europee e valorizzando al contempo il proprio patrimonio urbano.