Scuola, l’Alberghiero di Teano -Cellole pronta per la didattica a distanza

Campania Felix

20/10/2020

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(Anna Smimmo) – Già da agosto è stata organizzata e predisposta la scuola adeguandola alla normativa di sicurezza, distanziamento e sanificazione degli ambienti scolastici.
Particolare attenzione è stata rivolta all’innovazione degli ambienti scolastici sia per le attività in presenza che per le attività di didattica integrata a distanza (DID).
L’Istituto Alberghiero Teano – Cellole si presenta come scuola superiore professionalizzante innovativa: sono stati completamente rinnovati e adeguati agli standard tecnologici all’avanguardia i laboratori di sala- bar e di cucina con un importante progetto PON che rende la
didattica laboratoriale competivita e permette agli studenti di simulare le attività pratiche in contesti di alta qualità e fortemente concorrenziali con le più prestigiose aziende ristorative ed alberghiere stellare.
Eguale innovazione è stata resa disponibile predisponendo una piattaforma per le video lezioni a distanza, in vista di un possibile ritorno della DID (didattica digitale integrata), anticipando i tempi consapevoli che non era remota la possibilità che parte del periodo didattico sarebbe stato svolto a distanza.
La DID è al centro di molte polemiche, ma nell’istituto alberghiero è stata una sfida innovativa ben accettata. Il contesto scolastico è stato contraddistinto nella gestione della Dirigente Orso come scuola aperta alle novità ed alla flessibilità, la “masterclass” negli ultimi due anni ha permesso agli studenti di sperimentare la didattica in contesti esterni alla classe con corsi di approfondimento, presenziati da docenti del settore delle professioni ed arti, nelle strutture ricettive nelle quali svolgevano attività di percorso delle competenze trasversali di orientamento.
Il contesto scuola deve vivere il periodo storico- sociale pur mantenendo ferma la sua funzione di “agenzia educativa nel territorio” adattandosi ai cambiamenti e considerando un’opportunità unica per la formazione degli studenti anche la diversa modalità di svolgere la sua insostituibile funzione sociale a distanza con video lezioni.
La Dirigente scolastica prof.ssa Annamaria Orso intervistata dichiara quanto segue: “siamo abituati già da anni a una didattica flessibile, innovativa, creativa, la didattica digitale integrata a distanza laddove necessario per esigenze sanitarie non ci spaventa. Il corpo docenti e gli studenti sono preparati e sono convinta daranno il meglio di loro e sarà occasione per una nuova fucina di idee e progetti”.
La DID non nasce per sostituirsi alla presenza, è uno strumento che permette di ridurre i rischi della riapertura e può migliorare la didattica.
Il senso è una didattica attiva che renda protagonista lo studente.
La sfida è trasformare la DID da necessità ad opportunità. Ma serve tempo per preparare i contenuti, molto di più rispetto a una lezione frontale.
La sfida è anche l’inclusione: nessuno studente sarà perso per strada, lasciato indietro, l’obiettivo è di includere tutti, predisponendo dispositivi informatici (i device, la connessione, le competenze tecnologiche) con il comodato d’uso per gli studenti in difficoltà.
I docenti dei laboratori tecnico-pratici continueranno, nella didattica integrata a distanza, a lavorare con virtuali laboratori didattici, compiti di realtà.
Durante il lock- down i ragazzi mandavano le foto dei lavori, magari sul tavolo della cucina, dal luogo di stage.
Tutto si svolge nell’attesa di ritornare nei loro ambienti di laboratorio scolastico.

Il registro elettronico, ormai piuttosto diffuso, consente di comunicare i compiti da svolgere a casa e di consentire ai genitori il monitoraggio delle attività scolastiche.
Sono molte le norme che in questi mesi si sono susseguite per accompagnare i docenti ed il personale ata a rendere la scuola un ambiente sicuro e santificato, molte delle regole sono state illustrate dal corpo docente e responsabile covid ma apparivano già ben assimilate dagli
studenti: distanziamento, mascherina, sanificazione mani anche con i dispositivi gel presenti nelle aule e negli spazi comuni.
La ripresa della didattica in presenza, dopo la sospensione disposta dal Governatore regionale De Luca, si prefigura come un appuntamento molto atteso da tutto il mondo scolastico. Mai
come in questo momento un’intera comunità educante, intesa come insieme di portatori di interesse della scuola e del territorio, nutre aspettative di alto valore verso se stessa. Sulla base dell’esperienza dettata dalla pandemia da SARS-CoV-2, sarà necessario trasformare le difficoltà di un determinato momento storico in un vero e proprio volano per la ripartenza e per l’innovazione. L’eccezionalità a cui l’emergenza sanitaria da SARS-CoV-2 ha costretto tutti i settori della vita privata, sociale e lavorativa impone una analisi mirata alla progettazione della ripartenza e del ritorno alla normalità. Nella scuola questo si traduce in una riflessione organizzativa e didattica in grado, come si è detto, di non disperdere quanto le scuole sono riuscite a mettere in atto, valorizzando gli ambiti dell’autonomia scolastica e fornendo loro spazi di coordinamento finalizzati a coinvolgere i diversi attori in un rinnovato patto di corresponsabilità educativa.
È pertanto indispensabile ricordare che oltre alle misure di prevenzione collettive e individuali di seguito riportate da mettere in atto nel contesto scolastico c’è bisogno di una collaborazione attiva di studenti e famiglie che dovranno continuare a mettere in pratica i comportamenti
generali previsti per il contrasto alla diffusione dell’epidemia, nel contesto di una responsabilità condivisa e collettiva, nella consapevolezza che la riapertura delle scuole potrebbe comportate il rischio di nuovi contagi. L’esigenza sociale di riapertura delle scuole e costituzionale di diritto allo studio chiamano pertanto ad una corresponsabilità di fronte ad un rischio accettabile ma non completamente azzerato.

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