Verona – Napoli 1 – 3. Una vittoria importante tra DASPO e immancabili insulti.

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di Giuseppe Tolvo. Nel sabato anticipatorio della nona giornata di campionato di Serie A, il Napoli ritrova a Verona il solito clima di guerra, che non manca mai quando si gioca nella città scaligera: tafferugli prima della gara con il fermo di oltre trenta napoletani, non si ha notizia dei tifosi veronesi. La musica è stata la stessa, anzi forse peggiore, sugli spalti ma non nelle curve bensì in tribuna stampa, dove gli inviati napoletani sono stati fatti segno, come da triste tradizione, di insulti beceri, sputi, cori razzisti e questa volta anche con il lancio di bicchieri di birra; e meno male che allo stadio non si possono portare bottiglie, altrimenti chissà cosa sarebbe accaduto. Terminiamo qui la cronaca “non sportiva”, nella speranza che le telecamere e le forze dell’ordine presenti abbiano registrato e magari provvedano severamente a punire i responsabili di gesti che finiscono per disonorare tutta la tifoseria veronese e la città stessa. Per la cronaca sportiva non possiamo che registrare note assolutamente positive. Dopo la conferenza stampa di venerdì, nella quale si avvertiva chiaramente la tensione accumulata da Garcia negli ultimi quindici giorni, grande era l’attesa nel vedere come si sarebbe presentata la squadra in campo. Tante le nubi che si addensavano sulla squadra: le feroci critiche all’allenatore dopo la disastrosa prova casalinga con la Fiorentina; l’assenza forzata di Osimhen infortunatosi per l’ennesima volta in nazionale (il nigeriano sarà assente per circa quaranta giorni); il sostanziale “commissariamento” dell’allenatore francese che ha portato ad una costante presenza del Presidente De Laurentiis nel ritiro di Castelvolturno, oltre che ad una ben poco velata ricerca di un eventuale sostituto da ingaggiare “in corsa”. Tuttavia alla fine (forse per mancanza di possibili alternative) si è deciso di non operare stravolgimenti e di dare ancora un po’ di tempo a questa avventura. Garcia sarà ancora l’allenatore del Napoli, ma resta comunque un allenatore sotto esame e con la fiducia condizionata ai risultati delle prossime partite. Il primo scoglio, quello appunto di Verona, è stato agevolmente superato tanto da far pensare alla squadra come ad un “paziente in via di guarigione”. La squadra di Baroni, dopo un inizio frizzante che ha consentito a Meret di mostrare una bella parata d’istinto, si è sciolta come neve al sole, denunciando un’approssimazione negli uomini, negli schemi, nella strategia che la riportano alla realtà di un campionato volto al raggiungimento della salvezza e nulla di più. Di contro, dal decimo minuto in poi, gli Azzurri hanno preso il comando del gioco con spigliata autorevolezza. Da sottolineare l’ottima performance dello svedese Cajuste che, anche con caratteristiche del tutto diverse, non ha fatto rimpiangere l’altro infortunato Anguissa: entrate puntuali, scambi in velocità ed una sempre maggiore integrazione negli schemi della squadra. Insomma una bella sorpresa. Di alto livello e di spessore anche la prova di Zielinski che ha mostrato (come non sempre accade) grande personalità. Lobotka, la solita prestazione generosa: la vera “mente pensante” del centrocampo con in più brillante propensione all’anticipo del gioco avversario. In avanti, con l’assenza di Osimhen, sono stati schierati Kvaratskhelia, Politano e Raspadori. Ottima la prova del piccolo centravanti bolognese che ha saputo mettere in difficoltà la difesa del Verona con brillantezza ed esplosività. A concretizzare la superiorità napoletana sono stati però gli altri due attaccanti. Prima Politano al 27° del primo tempo, grazie ad un preciso​cross dalla sinistra di Raspadori; poi la magnifica doppietta del georgiano che al 43° ed al 55° minuto con azioni personali ha ubriacato la difesa avversaria. Se note positive sono venute dal centrocampo e dall’attacco, qualche riflessione preoccupata si può fare sulla fase difensiva. Pur apprezzando il ritorno positivo al centro della difesa del kossovaro Rrhamani e la regolarità di un Nathan sempre più in crescita, nel complesso, contro una compagine inferiore come il Verona, il Napoli ha subito troppi tiri nello specchio della porta che solo l’ottima giornata del portiere Meret ha limitato ad un solo gol subito. Possiamo dire che la partita, nonostante il gol di Lazovic al 60° minuto, alla metà del secondo tempo era virtualmente chiusa, tanto che Garcia ha operato una serie di cambi, forse anche in vista dell’incontro di Champions. Buoni gli ingressi in campo di Zanoli, Gaetano, Simeone e Zerbin. Non hanno marcato presenza neanche in panchina Elmas e Olivera tornati con lievi infortuni dalle rispettive nazionali. Ora speriamo che Garcia e tutta la squadra si ripetano negli impegni molto più pericolosi e importanti contro Union Berlino e Milan: i veri banchi di prova per la permanenza a Napoli dell’allenatore transalpino.