
Pino Attanasio press
Il candidato del centrosinistra stravince le comunali sfiorando l’88% dei consensi. Una vittoria nel segno della continuità con l’era Zinno e della solidità del Pd, vero e proprio dominatore sul territorio.
SAN GIORGIO A CREMANO – Non è stato un semplice passaggio di testimone, ma un vero e proprio terremoto politico nel segno della continuità. Le urne di San Giorgio a Cremano consegnano a Michele Carbone le chiavi del municipio con una percentuale che entra di diritto nella storia politica locale: un clamoroso 87,67% dei consensi (pari a oltre 20.300 voti). Il candidato del centrosinistra raccoglie l’eredità del sindaco uscente Giorgio Zinno e trasforma la città alle porte di Napoli in una delle roccaforti più inespugnabili del Partito Democratico in Campania.

Classe 1979, Michele Carbone non è certo un volto nuovo per i cittadini sangiorgesi. La sua è una parabola politica vecchio stile, tutta interna alle istituzioni del territorio, iniziata quasi trent’anni fa. Il suo debutto avviene infatti nel lontano 1997 come consigliere di Circoscrizione, un’esperienza quinquennale che gli ha permesso di conoscere da vicino i bisogni della macchina comunale fin da giovanissimo.
Nella vita professionale Carbone opera nel settore ospedaliero – un background che, a detta dei suoi collaboratori, ne ha influenzato l’approccio pragmatico e la capacità di ascolto. Ma è nell’ultimo decennio che il suo profilo amministrativo si è consolidato: prima come Vicesindaco (2015-2020) al fianco di Zinno, e successivamente nel ruolo di Presidente del Consiglio Comunale (2020-2025).
Due, in particolare, sono i pilastri del suo impegno sul territorio che ne hanno cementato il consenso:
La Città delle Bambine e dei Bambini: un progetto identitario per San Giorgio a Cremano (storicamente legato a questa delega), mirato a ridisegnare gli spazi urbani a misura d’infanzia.
Le politiche di inclusione: un lavoro capillare a sostegno delle fasce sociali più fragili e un dialogo mai interrotto con il fitto tessuto associazionistico locale.
“Un risultato straordinario – ha commentato a caldo Carbone nell’intervista rilasciata a Ettore De Lorenzo – la città ha premiato il governo uscente e una squadra di dieci liste che mi ha appoggiato”.

Il dato politico più rilevante è la composizione della coalizione. A differenza del trend nazionale del “campo largo”, a San Giorgio a Cremano il centrosinistra ha corso senza il Movimento 5 Stelle, che ha schierato una candidatura alternativa guidata da Patrizia Nola (fermatasi a un marginale 5,9%). Un’assenza che non ha scalfito la macchina da guerra di Carbone: “Io resto un uomo del dialogo”, ha tenuto a precisare il neo-sindaco, blindato da una coalizione che ha visto il Partito Democratico fare la parte del leone con il 30,26% dei voti, seguito dall’ottimo exploit della lista civica Progetto San Giorgio (13,88%).
L’ampio schieramento ha compreso forze che vanno dalla sinistra ecologista ai movimenti civici e riformisti (Alleanza Verdi e Sinistra/Cento Passi, Ora, Per, Civici e Progressisti, Quartiere Mio, Avanti/Free Cremano, A Testa Alta, Casa Riformista), garantendo al nuovo sindaco una maggioranza schiacciante di 23 seggi in consiglio comunale.
Che la partita di San Giorgio a Cremano avesse un peso specifico enorme per gli equilibri politici regionali lo si è capito anche dal parterre di big arrivati a festeggiare il neo-sindaco. Al comitato elettorale si sono visti i vertici del Pd campano e metropolitano: dal Segretario Regionale Piero de Luca all’Europarlamentare Lello Topo, passando per il vicepresidente della giunta regionale Mario Casillo, Francesco Dinacci, Assunta Tartaglione e la consigliera regionale Francesca Amirante, oltre al sindaco della vicina Torre del Greco, Luigi Mennella.
Un battesimo di fuoco che l’ex sindaco Giorgio Zinno benedice così: “L’ampio consenso ottenuto da Michele rappresenta un segnale chiaro della volontà dei cittadini di proseguire lungo una linea amministrativa improntata alla stabilità e alla programmazione. Questo voto conferma che San Giorgio a Cremano è una roccaforte democratica inamovibile”.
Davanti a un consenso così plebiscitario, il rischio principale è il peso delle aspettative. Lo sa bene lo stesso Carbone, che fotografa il momento con realismo: “Questo risultato rappresenta per me un onore, ma soprattutto una grande responsabilità. Continueremo nel solco del lavoro svolto negli anni precedenti, guardando però con determinazione alle sfide future che attendono la nostra città. Lavoreremo con serietà per rendere San Giorgio sempre più moderna e inclusiva”.

