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Applausi e magia a Materdei: il “cunto noir” di Anita Pavone incanta il Maggio dei Monumenti 2026.

Pino Attanasio press

Un successo annunciato, suggellato da scroscianti e interminabili applausi, ha accolto l’evento multidisciplinare tenutosi nella suggestiva Chiesa di Santa Maria della Verità (nota anche come Sant’Agostino degli Scalzi a Materdei). L’appuntamento, inserito nel prestigioso cartellone del Maggio dei Monumenti 2026 , quest’anno intitolato “Ebbra di luce, folle di colori”,  è stato curato con precisione dall’Associazione ‘A Luna ‘O Sole, sotto il coordinamento organizzativo di Liliana Mastropaolo.

Al centro della serata una speciale formula artistica capace di fondere teatro, fiaba, mito, musica, arte visiva e storia, che ha letteralmente rapito il pubblico entusiasta. Protagonista assoluta e direttrice artistica dell’evento è stata Anita Pavone, attrice, doppiatrice diplomata, poetessa pluripremiata, formatrice teatrale accreditata AEFT e docente di lettura scenica. Nota per il suo impegno civile e per testi dal forte impatto psicologico e di denuncia, la Pavone coltiva da oltre dodici anni una profonda passione per le leggende napoletane e per l’opera di Giambattista Basile, portando in scena apprezzate rielaborazioni sonorizzate del Cunto de li Cunti. Un legame così radicato da averla portata, nel febbraio 2026, ad essere selezionata dalla Fondazione Basile e dalla Pro Loco di Giugliano per diffondere la propria arte proprio nella terra natia del celebre autore, affiancata in quell’occasione dai musicisti Giovanna Panza, Dario Della Monica ed Ettore Pavone.

Il cuore pulsante della serata a Materdei è stato il debutto ufficiale dell’inedito spaccato teatrale “Lo cunto de lo sposo Batracio e della principessa core de diamante”. Scritto, diretto e interpretato dalla stessa Anita Pavone con le sue capacità di utilizzo vocale che le permettono di interpretare undici coinvolgenti personaggi visibili all’attento pubblico immerso in un ” Teatro Filmico”.

Lo spettacolo si configura come un suggestivo “Cunto noir” e un vero e proprio “rito collettivo”, strutturato sul contrasto tra oscurità e purezza. L’opera affonda le proprie radici nella tradizione del Pentamerone di Basile e in leggende ancestrali del territorio, come il celebre coccodrillo di Castel dell’Ovo e le janare di Benevento, per aprirsi a un profondo viaggio catartico.

Nonostante la cornice surreale tipica della letteratura fiabesca, la narrazione scava nelle dinamiche dell’animo umano. Attraverso l’analogia e la simbologia, lo spettacolo mette in scena il bene e il male come condizioni interiori. In un’epoca complessa come quella contemporanea, la pièce lancia un messaggio chiaro: la “coscienza” e la via della consapevolezza rappresentano l’unica vera soluzione all’equazione del vivere, offrendo una via d’uscita dall’oscurantismo della realtà quotidiana. Una morale racchiusa nel monito: “chi allo capocifero l’anema inchina, pava lo conto alla sora ruina”, a ricordare che chi fa il male riceve il male, e che il vero splendore risiede nella purezza di un cuore che resiste, e non nella bellezza esteriore.

La narrazione teatrale è stata scandita e impreziosita dalla musica dal vivo. Le canzoni originali sono state composte dalla cantautrice Giovanna Panza, la cui voce sublime ha spaziato tra sonorità evocative e vibrazioni radicate nel ventre della terra. I testi musicali, scritti come parte integrante del cunto, si rifanno a uno stile etno-popolare e neo-popolare, arricchito dagli arrangiamenti e dai virtuosismi dei maestri Arcangelo Michele Caso al violoncello ed Edo Puccini alla chitarra ed infine Ettore Pavone per le percussioni e sonorizzazioni, grandi musicisti che hanno elevato ,per il pubblico presente, il pathos emotivo e l’atmosfera cupa e avvolgente dell’opera.

Anita Pavone autrice interprete attrice insegnante di lettura scenica

Ad arricchire ulteriormente l’esperienza immersiva è stato il contributo delle arti visive. Presentata dal gallerista Franco Riccardo, la quotatissima artista Lucia Gangheri, firma di rilievo nel panorama pittorico napoletano, con alle spalle numerose mostre di successo anche all’interno di importanti musei campani e nazionali dove  ha esposto una serie di installazioni dedicate ai temi portanti dell’evento: la trasformazione, rappresentata da rane e coccodrilli, e la purificazione, simboleggiata dal fuoco.

Un trionfo di linguaggi artistici che ha lasciato il segno nel centro storico di Napoli.

Per informazioni aggiornate sulle prossime repliche o per richiedere i testi di questa originale rielaborazione fiabesca, è possibile contattare l’organizzazione (spesso curata da Liliana Mastropaolo) tramite i canali dell’evento ufficiale o rivolgersi direttamente all’artista.

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