VILLA EBE: una storia infinita

Campania Felix

01/05/2020

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Riceviamo e pubblichiamo “Sembra davvero incredibile ma la storia che ci hanno raccontato è tristemente reale, un bene comunale ricadente in una zona dal grosso potenziale turistico come quello di Monte Echia nella Prima municipalità di Napoli che viene inserito tra i beni alienabili, sebbene si siano trovati da tempo i fondi per restaurarlo” così ha commentato Iris Savastano, Presidente Commissione Cultura e Turismo dopo aver appreso l’incredibile vicenda dall’Ingegner Brancaccio. Andiamo per ordine.
Parliamo di Villa Ebe, un pregevole edificio in stile neogotico realizzato a Napoli sulle pendici di Monte Echia a Pizzoflacone nel 1922 dall’ingegnere Lamont Young,
Nel 1990, gli eredi alienarono il Castello e le rampe di accesso allo stesso ad una Società Immobiliare poi fallita nel 1997 e nello stesso anno il Comune di Napoli acquistò il tutto per circa 2,8 milioni di euro. Da allora, purtroppo, la Villa, anziché essere recuperata e ricondotta all’antico splendore per essere utilizzata dai cittadini e dai tanti turisti, è diventata uno dei numerosi monumenti della città di Napoli colpevolmente abbandonati.
Nel 2006, dopo 9 anni dall’acquisto, il Comune approva il progetto esecutivo per il recupero e il restauro dell’edificio che destinava Villa Ebe a polo di attrazione turistica quale centro informativo e documentativo dei beni e delle attività cittadine e regionali, attrezzato con tutti i necessari servizi e munito di un grande periscopio sulla terrazza panoramica con spettacolare vista sul golfo. All’interno della Villa era prevista anche la realizzazione di un bar/ristorante e di un museo interattivo dedicato all’architettura liberty.
Dopo 11 anni dall’approvazione del progetto e circa 20 anni dall’acquisto, periodo durante il quale il decadimento dell’edifico si è drammaticamente e progressivamente sempre più aggravato, il Comune si decide a dare avvio all’appalto per la “revisione e adeguamento della progettazione esecutiva” approvata nel dicembre 2006, appalto finanziato con le risorse del “Fondo di rotazione POC Campania 2014-2020″ per un importo dei lavori di € 3.019.551,26.

Alla suddetta gara di appalto per tale servizio partecipano alcuni fra i più importanti studi di ingegneria e architettura e, nella seduta pubblica del 16/10/2017, risulta aggiudicatario il Raggruppamento Temporaneo di Professionisti (RTP) con capogruppo la società di ingegneria B5 srl di Napoli di Francesca e Ugo Brancaccio, società che, tra l’altro, ha redatto il progetto esecutivo del restauro del Colosseo e di atti importanti beni culturali. Da qui, ha inizio
una surreale vicenda che ha, ancora una volta, paralizzato l’auspicabile avvio dell’iter di recupero della “sfortunata” Villa Ebe. Il Comune revoca l’aggiudicazione dell’appalto per la pretesa insussistenza dei requisiti per la partecipazione alla gara in capo ad uno dei suddetti mandanti del Raggruppamento. Con ricorso notificato in data 09/11/2018, la società B5 s.r.l. impugna innanzi al TAR Campania il suddetto provvedimento di revoca dell’aggiudicazione ma, con Sentenza n. 7365/2018, pubblicata il 28/12/2018, il TAR Campania definitivamente pronunciandosi sul ricorso, lo accoglie e per l’effetto annulla la determinazione di revoca.

Il Comune di Napoli con apposita delibera di Giunta comunale n. 101 del 21/03/2019 accetta la suddetta Sentenza del TAR Campania, comunicando, a fine luglio 2019, che “I’aggiudicazione in favore del raggruppamento temporaneo composto da B5 srl (mandatario) … è divenuta efficace a seguito della positiva verifica del possesso dei requisiti …”.

Con nota del 08/08/2019, il Comune di Napoli richiede di “voler produrre – ai fini della stipula del contratto in oggetto – tutta la documentazione utile …”.

Dopo che il RTP vi aveva provveduto, incredibilmente, con nota del 19/02/2020, gli Uffici Comunali si ricordano che “Villa Ebe rientra nell’elenco degli immobili che l’Ente ha intenzione di dismettere”, come deliberato ben DUE anni prima dal Consiglio Comunale (con delibera n. 28 del 23/04/2018) e comunicano “l’avvio del procedimento diretto alla revoca dell’aggiudicazione dell’appalto e di annullamento dell’intera procedura di gara”.

Con nota del 25 aprile u.s. viene trasmessa al RTP con B5 srl capogruppo la ulteriore Determinazione Dirigenziale n. 6 del 07/04/2020 che revoca nuovamente l’aggiudicazione dell’appalto relativo al servizio di progettazione revocando inoltre l’intera procedura di gara per l’affidamento del suddetto servizio.

A ricordare l’esistenza del progetto di questo recupero di Villa Ebe rimangono oggi i lavori in corso per la costruzione di un ascensore che da Santa Lucia porterà a Pizzofalcone dove, auspicabilmente a breve, sarà possibile visitare solo i ruderi di questa splendida villa costruita agli inizi del ’900 da Lamont Young, un sognatore innamorato della sua Napoli, ma da questa mai abbastanza ricambiato.
“Unaltro esempio della cattiva gestione dell’amministrazione comunale esistente” è quanto afferma il Presidente della Prima Municipalità del Comune di Napoli, Francesco de Giovanni che, purtroppo, ammette di non essere assolutamente meravigliato della vicenda perché si tratta dell’ennesima scelta di un Sindaco che, pur di nascondere il deficit comunale, inserisce nel bilancio la vendita di beni di grande valore turistico che, in qualsiasi altra parte del mondo, sarebbero valorizzati e promossi come meritano di essere.

Riceviamo e pubblichiamo

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